• Arisi Dott. Emilio

La pillola anticoncezionale

(assunzione, dimenticanze, vomito, diarrea)

La pillola anticoncezionale per via orale è oggi il metodo anticoncezionale più diffuso in Italia, e viene utilizzata da circa il 16% delle donne in età fertile, cioè le donne tra i 15 e i 49 anni.

La sua sicurezza è molto elevata, purché venga assunta regolarmente ogni giorno, possibilmente sempre alla stessa ora o con poche ore di differenza dall’orario abituale.

Efficacia dei metodi contraccettivi

Cause di fallimento del metodo possono essere la sua dimenticanza per uno o più giorni, vomito, diarrea, assunzione di alcuni farmaci (antibiotici, antiepilettici, antivirali, erba di San Giovanni, conosciuta anche come Iperico- Hypericum Perforatum).

Gli antibiotici più incriminati sono tipicamente la Rifampicina e i derivati della penicillina, come le ampicilline.

Tra gli antiepilettici vanno ricordati la fenitoina (Dintoina), il fenobarbitale (Gardenale), il primidone (Mysoline), la carbamazepina (Tegretol), l'etosuccimide (Zarontin), il felbamato (Taloxa), l'oxcarbazepina (Tolep) e il topiramato (Topamax). Sembrano sicuri l'acido valproico (Depakin), la gabapentina (Neurontin), la lamotrigina (Lamictal), il leviracetam (Keppra), la tiagabina (Gabitril) e la vigabatrina (Sabril).

Gli antivirali che interferiscono sono alcuni tra quelli utilizzati comunemente per il trattamento dell’HIV.

L’iperico è utilizzato come tranquillante, ed è spesso presente in formulazioni multiple, per cui va fatta molta attenzione quando si assumono farmaci di questo tipo.

La pillola contiene un ormone estrogeno e un progestinico tipicamente associati per tutta la durata della assunzione. In questo caso la pillola viene definita “monofasica”. Vi sono anche pillole in cui l’estrogeno ed il progestinico hanno un dosaggio diverso in relazione alla fase del ciclo in cui vengono assunti, ed in questo caso la pillola viene definita “fasica” (bifasica, trifasica, quadrifasica).

L’estrogeno finora utilizzato e tuttora prevalente nelle diverse formulazioni è l’etinilestradiolo. Recentemente sono entrate in commercio pillole che contengono un estrogeno naturale, l’estradiolo, teoricamente più tollerabile e meno dotato di possibili fenomeni collaterali.

I progestinici contenuti della pillola sono numerosi. I più moderni ed i più utilizzati sono quelli dotati di attività antiandrogenica, cioè capaci di ridurre peluria, pelle grassa ed acne. Questi progestinici sono quelli preferiti dalle adolescenti.

Le diverse formulazioni della pillola per via orale

La pillola è oggi presente in commercio con varie formulazioni, che possono avere una diversa successione di assunzione degli ormoni.

La più classica delle formulazioni è quella definita 21 + 7, cioè quella in cui la pillola viene assunta per 21 giorni seguiti da 7 giorni di pausa in cui compaiono le mestruazioni. Finite o no la donna riprende con la nuova confezione all’ottavo giorno.

Altre formulazioni prevedono 24 giorni di pillola contenente ormoni e 4 giorni di placebo, cioè di pillola che non contiene ormoni, ma che serve per facilitare l’assunzione e possibilmente impedire dimenticanze. È la pillola definita 24 + 4. Le mestruazioni vengono solitamente nei 4 giorni di pausa. Al 29º giorno la donna riparte comunque con una nuova confezione.

Vi è anche una formulazione 26 + 2, in cui gli ormoni vengono assunti per 26 giorni e le pillole placebo sono solo 2. La mestruazione viene alla fine della confezione o all’inizio della successiva.

È in commercio anche una confezione 84 + 7, nella quale l’estroprogestinico è contenuto nelle prime 84 pillole, mentre nelle ultime sette è contenuta solo una piccola quantità di estrogeno. In questi sette giorni vengono le mestruazioni, che dunque sarebbero quattro nell’arco dell’anno.

In realtà quello che viene definito “uso esteso” atto a far venire le mestruazioni a comando quando la donna lo desideri dopo mesi o anni, può essere fatto con qualunque pillola, prendendola in modo ininterrotto e saltando le pause se si tratta della formulazione 21 + 7 o saltando le pillole placebo se si tratta della formulazione 24 + 4. In questi casi l’assunzione può durare tanti mesi quanto la donna desidera, e poi fa sette giorni di pausa per far venire una mestruazione. La pratica dello “uso esteso-estended use” e sempre più diffusa in tutto il mondo.

Se si dimentica una pillola, o più pillole...

Se si dimentica una pillola essa va assunta entro 12 ore dall’orario abituale. In tal modo la donna è totalmente protetta da eventuali ovulazioni.

Se si dimentica una pillola, e la donna se ne accorge oltre le 12 ore ma entro 24 ore dalla precedente assunzione, la pillola va assunta, ma è meglio non fidarsi dal punto di vista anticoncezionale per almeno sette giorni.

Se si superano le 24 ore di ritardo, si può continuare ad assumere la pillola, ma è meglio non fidarsi dal punto di vista anticoncezionale per almeno sette giorni. Se in questi giorni ci sono stati dei rapporti la donna può eventualmente assumere una contraccezione d’emergenza se lo desidera (vedi le linee guida sulla contraccezione d’emergenza).

Se c’è vomito o diarrea

Una crisi di vomito può influenzare l’assorbimento della pillola se avviene entro 3-4 ore dalla sua assunzione. In questo caso una pillola va ripresa appena possibile.

Una crisi di diarrea può influenzare l’assorbimento della pillola se avviene tra 4 e 6 ore dall’assunzione. In questo caso una pillola va ripresa.

L’anello contraccettivo ed il cerotto contraccettivo

Sia l’anello contraccettivo che il cerotto contraccettivo, analogamente alla pillola per via orale, contengono un estrogeno ed un progestinico. La differenza dalla pillola orale è legata alla via di assunzione. La loro sicurezza è analoga a quella della pillola per via orale.

L’anello contraccettivo viene applicato dalla donna in vagina per tre settimane. Dopo questo periodo l’anello viene rimosso, e viene fatta una pausa di sette giorni nella quale compaiono le mestruazioni. Dopo i sette giorni di pausa viene applicato un nuovo anello. Anche con l’anello contraccettivo vaginale può essere attuato il cosiddetto “uso esteso”, semplicemente non facendo la pausa ed applicando un nuovo anello immediatamente dopo la rimozione del precedente per tanto tempo quanto la donna voglia abolire le mestruazioni.

Il cerotto contraccettivo viene utilizzato una volta alla settimana per tre settimane, applicandolo sulla cute di una parte del corpo, che e’ solitamente il gluteo o la spalla (importante è comunque non applicarlo mai sulla cute del seno!). Per evitare possibili irritazioni da colla conviene ruotare il sito in cui il cerotto viene applicato. Dopo tre settimane (cioè dopo tre cerotti applicati) la donna fa una settimana di pausa in cui vengono le mestruazioni. Finite o no le mestruazioni, all’ottavo giorno la donna rimette un nuovo cerotto. Anche con il cerotto si può attuare il cosiddetto “uso esteso”. Per farlo basta semplicemente non fare la sospensione ed applicare tanti cerotti settimanali per tanto tempo quanto la donna voglia abolire il ciclo mestruale.

(aggiornato a novembre 2015)

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